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Ieri sera, dopo una regolare giornata lavorativa e con la prospettiva di un Fiorentina-Lazio in TV, me ne tornavo tutto giulivo al familiare ovile e trovavo Masha con un Alessietto in ottimo umore, che dispensava al solito chiacchiere e sorrisi senza troppo questionare...

 

 

Purtuttavia, con l’andare della serata e l’avvicinarsi dell’ora del match, nonostante i ripetuti e più o meno consueti tentativi e palliativi di varia sorta (ciuccio, giochi, ciancica ciancica ghiacciato, scuoti passeggino, parlagli, cantagli, ridigli, pagliaccioglio…) l’umore del pargolo andava misteriosamente incupendosi risultando lo stesso nervoso e non dando però cenni riconducibili a problematiche note (fame, sonno, mal di panza, mal di denti, voglia di tirar duomi al presidente del consiglio…). Così la serata trascorreva con me e Masha che andavamo sondando tutto il caleidoscopio dello spupazzamento medio senza ottenere risultati confortanti….

Giunti a un orario consono alla gestione notturna e compatibile con le successive 128 poppate (22.10 circa) decidiamo quindi per la classica “poppata di grazia”, che consta in una poppata in ambiente soft tipo sexy shop con opzionale presenza di televisione a basso volume, rigorosamente sdraiato con mamma su lettone. La cosa al solito produceva, in circa 50 minuti e quindi in perfetta media, i suoi frutti consueti e rassicuranti, ovvero lo stramazzamento del pargolo nel suo caldo mondo dove immagino siano presenti numerose sise ricolme di buon latte e, non so, forse esemplari di ciancica ciancica ghiacciati da snocciolare…

Da cui alle 23.10 lo depositavo nel suo lettino, con qualche però oscuro presagio di una notte non necessariamente quieta, visto il suo strano umore serale.

Alle 23.30 anch’io mi lasciavo andare al mio caldo mondo notturno, dove negli ultimi mesi sono solo presenti, in modo ricorsivo e ossessivo, cuscini, materassi, lenzuola di raso cinese e ninna nanne di varia sorte.

A un’ora imprecisata della notte, anche Masha si corica, il mio sonno è più profondo del Colorado nel Gran Canyon e non saprei ricostruire in alcun modo quando questo evento si sia verificato.

A un’ora anche questa inizialmente imprecisata mi sveglio, con notevole difficoltà, e mi trovo in un quadro acustico leggermente modificato rispetto a quello che ho lasciato alle 23.30…. Diciamo che è più probabilmente paragonabile all’effetto che si doveva provare nel punto centrale del parterre nell’ultimo concerto di Bon Jovi a Seattle. Manco ve lo dico, a cantarci “It’s my life” a squarciagola c’è il piccolo innocuo Alessietto, che trovo in perfetta configurazione anti-colica tra le braccia di Masha… il che vuol dire che s’è già svegliato urlante da qualche minuto e non me ne sono accorto. Guardo l’ora, e sono l’1.19, da cui deduco il motivo per cui non l’ho neanche sentito, le prime 2/3 ore del mio sonno ultimamente non sono attaccabili neanche dalla banda comunale di Conegliano Veneto che suona l’inno provinciale.

Di fatto in pochi minuti si capisce che il piccolo Alessietto ha qualche cazzo nuovo e di cui non abbiamo, nella storia recente, la classica e rassicurante tripla causa-conseguenza-soluzione. Piange a bestia senza modificare il tono, l’intensità e l’intenzione di questo pianto di una virgola in modo completamente indipendente dalle azioni correttive: pancia sotto, pancia sopra, in braccio, cullato, flessioni, panca piana, ciancica ciancica, ciuccio, sisa, sisal, ticket one… Non ie se la fa, dopo 20 minuti circa (che non sono neanche tanti), esce l’ANSA ufficiale: “casa Paone è nel panico”.

Cominciano consultazioni interne (a 120 decibel) su cosa fare…. Non ho mai chiamato dottori e pediatri di notte e temo ricchi vaffanculo se dico che piange da 20 minuti. Non ho numeri d’emergenza. Chiamare il 118 è escluso per i motivi di cui sopra. Potrei impacchettarlo e andare al pronto soccorso, ma a parte che è prematuro (per i motivi di cui sopra), poi ho la macchina in garage e ammesso che riesco a svegliare Stefan Radu che gestisce la faccenda (il garage chiude all’1.00 n.d.r.), il garage dopo le 23 è in una configurazione Tetris quando mancano meno di 30 secondi al game over e se la mia macchina è configurata per non uscire prima delle 7 a.m., come è, per toglierla entro 1 ora ci vorrebbe una squadra di parcheggiatori napoletani abusivi opportunamente ingaggiati nei dintorni dello Stadio Olimpico…

Per cui concordiamo nell’unica soluzione che di fatto non è una soluzione per un cazzo ma che rientra nella categoria “faccio qualcosa, muovo la classifica” e chiamiamo mia madre, trovando anche una giustificazione all’azione, generica a sufficienza, della serie “vi ha cresciuti, saprà cosa fare…”.

Quello che succede, ampiamente prevedibile, è che mia madre si preoccupa a bestia che la chiamo all’1.40 per dire che il pupo è inconsolabile… Tantopiù che nonostante sono in una stanza diversa da quella di Alessietto, isolato da due porte, mi sorella che NON è al telefono con me percepisce dal vibrare della cornetta de mi madre che ie rode un tantinello er culo a Alessietto… Da cui la buona mamma che mi fa…. Mi snocciola in 30 millesimi di secondi una sequela di numeri telefonici corrispondenti a improbabili quanto non ben identificate guardie mediche più o meno private e mi dice di chiamarle e di farle sapere.

Sempre all’interno del parterre dell’Alliance Arena chiamo quindi uno di questi numeri, e mi risponde una simpatica donna dall’accento vagamente calabrese, che deve aver vinto recentemente le onoranze per la medicina che un tempo furono date a Rita Levi Montalcini, da cui la possiamo chiamare senza troppi scrupoli “Rita Levi” o, per gli amici “Rita Levate!”. Pubblichiamo di seguito un estratto della conversazione:

Fabietto – “salve, senta mio figlio che ha 4 mesi e mezzi piange a bestia da una ventina di minuti. Ora sicuramente è successo altre volte, soprattutto quando era appena nato aveva coliche lunghe e forti ma qui piange in un modo che non ho mai visto ed è inconsolabile e quindi temo abbia qualche problema… Saprebbe dirmi che fare?”

Rita Levate – “ma… che ha mangiato”

Fabietto – “una ceppa nera, mio figlio è solo allattato… al seno”

Rita Levate – “facile, sua moglie che ha mangiato?”

Fabietto – “intende oltre agli avanzi di produzione del petrolchimico che mangia ogni giorno da quando è nato? Niente di che, niente di diverso dal solito, ma le ripeto che non credo siano coliche…”

Rita Levate – “e ma quando sono così piccoli…. Cosa date di solito per le coliche?”

Fabietto – “Actenacol, una roba vegetale, neanche una medicina, la prende sempre o oggi l’ha presa”

Rita Levate – “aah… beh una camomilla… oppure…” – e qui il colpo di genio, il Nobel a un passo…. “ARIDATEJE L’ACTENACOL!!!!”

Fabietto – “Grazie, lei mi ha aperto questa notte le porte della scienza. Da adesso ho una visione molto più completa delle possibili problematiche di mio figlio e delle efficaci soluzioni sul mercato…”

Fatto sta che Rita Levate qualche effetto, con la pura imposizione della cornetta, deve averlo ottenuto perché mentre sono al telefono lo scenario è cambiato…. Dal parterre dell’Alliance Arena mi trovo sostanzialmente al Bolscioi di Mosca, visto che sento solo Masha che canta a Alessietto la 432a versione di una qualche cantilena russa… Probabilmente il pargolo ha presagito un’evoluzione della sua vita sul percorso, opinabilmente edificante, a sua volta tracciato da Boris Elsin o più probabilmente dallo zio Sasha, l’uomo che con i suo >100 kili (fate voi un peso) riuscì a far incastrare la mia C3 sul marciapiede della sagra del porcino di Lariano…. Da cui si è quietato…

A quel punto, sempre un po’ tesi, io e Masha decidiamo di richiamare mamma, sia per farla partecipe degli straordinari dogmi di Rita Levate, che per tranquillizzarla e riconfigurarla nello scenario Bolscioi…

Ma ci aspetta una sorpresa clamorosa…. Al telefono risponde una voce automatica, vagamente riconducibile a quella di mia sorella, che dispensa il seguente messaggio “Questa è la segreteria telefonica dello Swat team -  il reparto è attualmente in missione. Per ingaggi o per qualsiasi altra informazione, lasciare un messaggio dopo il beeeeeep”.

Tempo 30 secondi, suonano alla porta… Ed eccoli, freschi nella loro mise “m’ha pettinato il cuscino in poliuretano espanso Ikea”, alle 1.55 circa, mamma e papà alla porta chiedono di poter svolgere la loro analisi…

Swat team... oh yeah!

Il piccolo Alessio, ormai misteriosamente chetato, gradisce e torna a dispensare i suoi mitologici sorrisi a 1 dente (non completamente uscito). Ci lasciamo quindi andare a una ventina di minuti di “Tribuna medica” sul perché sul per come sul per quando sul per lo Dio c’ho sonno sul per un punto Martin perse la cappa, che poi forse era anche Robe di Cappa…

Lo si ripiazza quindi nella sua culla, e ci trasciniamo, ormai + vispi di Ibrahim Jaaber all’overtime, in qualche altra conclusione, aspetti generali, sviluppi futuri….

Alle 2.38 riprendo quindi il posto a suo tempo lasciato tra i sogni di cuscini che a questo punto hanno anche connotati violenti, con gente che mangia cuscini in lattice e che tromba allegramente materassi a molle insacchettate e cose del genere… consapevoli che in tutto ciò il piccolo Alessio non ha ancora fatto la poppata notturna, che collocasi normalmente tra le 3.00 e le 5.00, e quindi di fatto lasciando a portata di mano i vestiti da ‘fornitrice di sisa rapida’ e ‘cullatore passeggiante scalzo sul parquet che non è quello del Giggio’…

Invece Alessietto, forse stremato anche lui o forse semplicemente in un moto di pietà, tira filato fino alle 6.33, esattamente 10 minuti prima della sveglia ‘Enrico Ruggeri’ che avevo configurato a suo tempo, con una prestazione totale di 7.33 ore senza sisa che troviamo, nei precedenti, solo ai bei tempi del fu Novembre 2009…. Se non fosse che è laziale DOC direi che è record!

alessietto biancoblu